Oggi a Genova 

Villa Pallavicini devastata dai cinghiali, la direttrice: «Necessaria la recinzione, ma Tursi ci ignora»

Silvana Ghigino: «Se il Comune non decide di fare un’azione definitiva e realizzare la recinzione che abbiamo già programmato e che abbiamo già valutato economicamente le devastazioni continueranno ad essere quotidiane. Non posso sentirmi dire dal Comune “lo faremo”, “ne parleremo”. Non è più momento di parlarne altrimenti qui tornerà il disastro e nel disastro ci stanno anche i cinghiali e saranno tutti contenti»

Lo sfogo della direttrice, l’architetto Silvana Ghigino, è andato online domenica sulla pagine social del parco gestito dalla realtà che guida da anni e che ha portato Villa Pallavicini a essere nominato “Parco più bello d’Italia” e che vanta caratteristiche architettoniche, artistiche, paesaggistiche e botaniche uniche.

Non è da oggi che i cinghiali fanno danni nel parco, tanto che l’architetto Ghigino ha già preparato un progetto per una recinzione che lo possa salvaguardare. Perché gli ungulati scalzano radici, danneggiano gli impianti, mangiano le piante, devastano i prati. I danni sono ormai incalcolabili e ogni giorno ce ne sono di nuovi.

È un’emergenza e di mezzo ci va la bellezza dello straordinario parco, recuperato giorno dopo giorno con fatica e dispendio di mezzi, grazie soprattutto ai bandi vinti con i progetti di Silvana Ghigino, un’ eccellenza nell’ambito del giardino storico-romantico europeo. Prima cadeva a pezzi e per metà era chiuso perché abbandonato da decenni e pericoloso. Anche le installazioni erano devastate. Ora Ghigino minaccia di sbattere la porta perché il Comune, nonostante gli appelli lanciati da molto tempo, fa tante parole, ma nessun fatto concreto. È sotto gli occhi di tutti che le manutenzioni a Genova fanno acqua da tutte le parti nell’intera città. È senza dubbio il vulnus dell’amministrazione Bucci nell’ambito dell’opinione pubblica: da una parte la “giunta del fare” per quanto riguarda i nuovi progetti, anche di ampissimo respiro, dall’altra quella dell’immobilismo denunciato dai cittadini sul fronte delle manutenzioni. Sui social è tutto un rincorrersi di denunce per erba alta e transenne seminate a mettere al riparo dalle possibili conseguenze di pavimentazioni sconnesse e danni vari. Le transenne, sembrano voler mettere al sicuro soprattutto i responsabili delle condizioni delle strutture pubbliche da eventuali conseguenze civili e penali degli incidenti che potrebbero capitare a causa degli ammaloramenti. Perché restano a volte per mesi, per anni e addirittura vengono sostituite quando a loro volta si degradano senza che vengano effettuati i lavori. La recinzione necessaria a preservare lo straordinario parco di villa Durazzo Pallavicini non ha sorte migliore. I costi della manutenzione dei danni ricadono sulle spalle del consorzio che lo gestisce (ottimamente) e forse per questo il Comune non è abbastanza motivato a difendere il patrimonio che è della città e di tutti i cittadini, un luogo straordinario, di grande prestigio, di ottima reputazione nei circuiti degli appassionati.

«I cinghiali stanno distruggendo il parco e noi non sappiamo più cosa fare e a chi chiedere» dice Ghigino nel video diffuso sui social, mostrando in diretta i danni fatti nella sola notte tra sabato e domenica scorsi.

«Domenica 8 settembre – dice l’architetto nel suo video diffuso, appunto, domenica scorsa -. Siccome questa notte è piovuto, c’è stato vento e siccome i giardinieri la domenica non ci sono, io sono arrivata nel parco per vedere prima che arrivino i visitatori che sia tutto a posto. Come al solito, a posto non c’è proprio niente. Tutte le notti il parco viene arato completamente da una banda di cinghiali che ormai ci sta mettendo veramente a repentaglio».

«Sono al chiosco delle rose, lì tutto bello, l’abbiamo appena re-restaurato – spiega la direttrice del parco mostrando le immagini della devastazione -. Qui abbiamo la camelie estive che in verità dovrebbero fiorire adesso. Questa area tutte le sante notti, ma tutte dico tutte, viene completamente deturpata in questa maniera. Li vedete questi tubi dell’acqua? Benissimo questi li avevamo interrati, chiusi con la terra. Avevamo seminato il prato a fine maggio ed era arrivato ad una condizione assolutamente piacevole e interessante. Abbiamo sistemato le felci che fanno gruppo. Ecco, io questa mattina trovo tutto così e questo succede tutte le mattine, al punto che se non fosse domenica lascerei stare. Adesso mi tocca mettere tutti questi tronchi a posto da sola il che mi crea anche un certo fastidio. Queste sono le radici delle piante di edera che abbiamo piantato mesi fa e che stavano benissimo e che sono in questa situazione: guardate qua ecco le piante sono così come lo sono le felci come lo è l’erba la dicondra che abbiamo piantato».

«Ecco tutto questo noi non possiamo continuare a vivere così denuncia Ghigino -. Il parco a questo punto è diventato troppo costoso da mantenere a causa dei danni dei cinghiali e se il Comune di Genova non decide di fare un’azione definitiva e realizzare la recensione che abbiamo già programmato, che abbiamo già valutato economicamente allora riconsegnamo tutto e tutto torna al disastro e nel disastro ci stanno anche i cinghiali e saranno tutti contenti».

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